Ciao Carlo, abbiamo appena concluso il trattamento del disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating) .Sono qui a chiederti di condividere la tua esperienza con i lettori del mio sito. Raccontaci qualcosa di te e cosa ti ha spinto a intraprendere questo cammino:
Ciao a tutti, mi chiamo Carlo, ho 52 anni e lavoro nella pubblica amministrazione. Dopo aver smesso di fumare avevo preso peso e, come succede a tanti, avevo deciso di cercare un aiuto per dimagrire. Mi ero rivolto a Emanuela perché avevo visto con i miei occhi i risultati ottenuti da una collega che aveva fatto un percorso con lei e ne parlava bene.
Nel mio caso, però, le cose si rivelavano da subito un po’ più complesse del previsto. Già dal primo incontro emergevano aspetti che facevano pensare a qualcosa che andava oltre il semplice aumento di peso, elementi riconducibili a “un disturbo da alimentazione incontrollata.”
Sin da subito mi sono sentito libero di raccontare quello che mi accadeva da mesi :rientravo a casa dall’ufficio stanco, con la testa “ancora piena di scadenze” Mi dicevo che avrei mangiato qualcosa di leggero, ma appena aprivo il frigorifero perdevo il controllo: mangiavo in fretta, senza una fame vera, come se il cibo potesse spegnere la tensione della giornata. Dopo cena succedeva di nuovo. Anche se ero già sazio, mi ritrovavo a cercare altro da mangiare, finché arrivavano un senso di pesantezza e di vergogna. In quei momenti mi sentivo debole e frustrato, come se il cibo fosse diventato l’unico modo che conoscevo per calmarmi, anche se subito dopo stavo peggio.
Mi è stato consigliato di fare una valutazione con una psicoterapeuta di fiducia della dietista e poi mi è stato proposto qualcosa di “diverso dalla dieta” ovvero mi è stato proposto un trattamento mirato di equipe ( dietista+ psicoterapeuta).
All’inizio non pensavo davvero di avere bisogno di un percorso per il binge eating, né tantomeno di una psicoterapia. ( Non sapevo neanche dell’esistenza di questo disturbo alimentare). Mi dicevo che il mio fosse solo un problema di peso, qualcosa da sistemare con una dieta fatta come si deve. Guardavo la bilancia e ignoravo tutto il resto. Le abbuffate le vivevo come una mancanza di controllo momentanea, non come un segnale. Col tempo, però, iniziavo a rendermi conto che non si trattava solo di fame o di scelte sbagliate a tavola. C’era qualcosa che mi spingeva a mangiare anche quando non ne avevo bisogno, soprattutto nei momenti di stanchezza e tensione.
Grazie alla spiegazione attenta e non giudicante delle dottoresse ho compreso che nel mio caso serviva qualcosa di più mirato, un percorso specifico sul disturbo da alimentazione incontrollata che tenesse conto anche degli aspetti emotivi e psicologici, non solo del cibo. Quando cominciavo a lavorare con la dietista Emanuela sui miei comportamenti alimentari, qualcosa cambiava quasi subito. Mi sentivo “più contenuto” e meno in balia degli impulsi. Le perdite di controllo si riducevano e, per la prima volta, iniziavo a capire che il mio rapporto con il cibo aveva bisogno di attenzione e cura, non solo di una dieta.
Per concludere, quale consiglio spassionato ti sentiresti di dare a coloro che intendono iniziare un percorso per il binge eating ?
La prima cosa che mi sento di dire è di non vergognarsi nel raccontare il problema delle abbuffate. Io per primo facevo fatica a parlarne, ma tenersi tutto dentro non aiutava. Un’altra cosa che avevo capito lungo il percorso era che la perdita di peso arrivava quasi da sola, come una conseguenza naturale del lavoro sul disturbo da alimentazione incontrollata. Per questo avevo smesso di fissarmi solo sulla bilancia.
Nel mio caso perdevo peso senza seguire un vero e proprio piano dietetico e, soprattutto, ho risolto un problema che in realtà mi portavo dietro da tempo, anche quando fumavo, solo in una forma più controllata. Per questo mi sento di ringraziare le dottoresse per come mi hanno ascoltato, senza giudicarmi, e mi sento di consigliarle a chiunque, soprattutto a chi, come me, usa il cibo come lo usavo io ovvero come una sorta di anti-stress per reggere le tensioni di tutti i giorni.
Grazie Carlo, è stato un piacere lavorare con te. Buon proseguimento
Commenti recenti