SAPERE TUTTO SUL CIBO NON SERVE.

“Dott.ssa questo lo so”…”Lo so, lo so …”. “ Sulle diete so tutto”  “ Sono molto consapevole!!! So tutto su cibo e salute” , “Conosco a memoria tante diete”

 Spesso le sedute con la dietista –nutrizionista o chi per esso sono caratterizzate da questo genere di “overture”. Molti miei pazienti potrebbero  tenere con successo incontri informativi sull’alimentazione. Le conoscenze girano e sono state acquisite. Questo non è piu’ un problema ( a parte qualche Dukan di turno che arriva a confondere le idee).Il problema è che sapere tutto su cibo e salute non serve a cambiare il proprio modo di mangiare. Lo penso ogni volta che mi chiedono di tenere una lezione generica sul mangiar sano.Le conferme adesso arrivano anche “dal’alto”. Al convegno “Terapia cognitivo comportamentale della modificazione dello stile di vita” organizzato da AIDAP  a Milano nel mese di febbraio 2013 è stato ribadito fortemente che  “ Quasi tutti gli interventi educativi di tipo frontale ( descrizione dei rischi e raccomandazioni su comportamenti da adottare) hanno determinato un miglioramento delle conoscenze della popolazione sul tema “benefici dieta salutare” ma ,badate bene, NON HANNO PRODOTTO UN CAMBIAMENTO PERSISTENTE DELLE ATTITUDINI E DEI COMPORTAMENT DEGLI INDIVIDUI in merito allo stile alimentare e allo stile di vita”. Occorre cambiare approccio preventivo e terapeutico partendo dalle politiche di sanità pubblica finalizzate alla creazione di un ambiente sano che faciliti l’adozione di uno stile di vita salutare, inoltre occorre introdurre nuove procedure terapeutiche con il fine di aiutare il paziente a sviluppare la modificazione dello stile di vita”. Quello che va cambiato in buona sostanza è l’ambiente attorno a noi.  La continua “esposizione allo stimolo del cibo” ad esempio ( a casa, al lavoro, negli ipermercati,pubblicità, l’abuso di  “contenuti  web a tema cibo” e così via..)porta a mangiare in eccesso. Occorre rompere questo condizionamento in partenza,perché ,è stato detto, la sovraesposizione allo stimolo del cibo, così com’è nei paesi occidentali induce delle risposte biologiche e psicologiche alle quali è difficile “resistere”. Allo stesso modo occorre creare un ambiente a misura d’uomo e non a misura di automobile. Muoversi a piedi o in bici dovrebbe essere facilitato . Cambiare l’ambiente intorno a noi vuole anche dire adottare misure tali da rendere economicamente piu’ accessibile l’acquisto di cereali integrali, frutta e verdura piuttosto che dolciumi e bevande zuccherate. A livello terapeutico invece è per esempio utile  da un lato fornire strategie per mettere davvero in pratica ,da subito, i consigli alimentari forniti ( ad esempio con rilascio di ricette  dietetiche,corsi di cucina dietetici etc…)e dall’altra educare il paziente a riconoscere i condizionamenti “stimolo-risposta” e a smascherare i meccanismi che ci sono dietro la diet industry,il marketing e la psicologia delle vendite.

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